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Il mondo senza privacy degli smart tv Samsung

La terza legge dello scrittore inglese Arthur Clarke, co-autore della sceneggiatura di 2001: Odissea nello Spazio e del libro omonimo, recita: Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia . Twitter Una considerazione senza dubbio condivisibile, anche se ormai bastano poche settimane, se non giorni, per abituarsi anche alla tecnologia più avanzata e fargli perdere quel tocco di magia che la rende affascinante.

È vero che quando Samsung inserisce nel manuale delle proprie Smart TV, dotate di riconoscimento vocale, l’avvertenza Fate attenzione che se tra le parole pronunciate sono presenti informazioni personali, tali informazioni potranno essere registrate e trasmesse a Terze Parti attraverso il riconoscimento vocale.

Ora diventa fin troppo facile citare l’estratto da 1984 di George Orwell in cui l’autore inglese ipotizza una situazione del genere, ma lo hanno fatto tutti quindi non costa nulla ripeterlo. Il teleschermo riceveva e trasmetteva contemporaneamente. Se Winston avesse emesso un suono anche appena appena più forte di un bisbiglio, il teleschermo lo avrebbe captato; inoltre, finché fosse rimasto nel campo visivo controllato dalla placca metallica, avrebbe potuto essere sia visto che sentito. Naturalmente, non era possibile sapere se e quando si era sotto osservazione. E per quanto si possa paragonare la Smart TV di Samsung al Teleschermo di 1984, è l’ultima frase tratta dal libro che cambia completamente il nostro rapporto con la tecnologia rispetto a quello a cui era costretto il povero Winston.

Infatti, per quanto la tecnologia stia diventando sempre più intrusiva, per quanto i social network stiano conoscendo più di quanto vorremmo su di noi, e se è vero che l’accesso alla Rete sta cambiando senza che ce ne si accorga, a nostro favore abbiamo sempre un’arma imbattibile: eliminare le opzioni che non ci sembrano adeguate.

Per esempio, se non vogliamo che il dispositivo GPS del nostro smartphone non trasmetta continuamente la nostra posizione basta disattivarlo. È certo che alcune applicazioni che vengono in nostro aiuto conoscendo la nostra posizione, smetterebbero di funzionare, ma è il prezzo da pagare per un pizzico di privacy. Per esempio, se non volete che Google tracci la vostra posizione su Google Maps, anche se voi non lo usate, dovete disattivare la Cronologia delle posizioni dal vostro smartphone, ma chiaramente, poi, non potrete usarlo come navigatore.

Lo stesso vale per le nuove Smart Tv di Samsung. Certo, hanno il dispositivo di riconoscimento vocale, ma solo se lo si attiva bisogna stare attenti a ciò che dice di fronte allo schermo. Può sembrare un’intrusione da parte delle nuove tecnologie, ma in fondo abbiamo sempre la possibilità di in modo meno avveniristico possibile. Poi dipende da noi, è veramente ciò che vogliamo? Oppure urlare Italia 1 e vedere come la TV cambia canale da sola è ciò che abbiamo sempre sognato?


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