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Il Galaxy S8 si ricaricherà in 15 minuti

Qualcomm, compagnia che produce gran parte dei processori per gli smartphone e i tablet che usiamo ogni giorno, ha presentato il nuovo chip Snapdragon 835. Si tratta del primo realizzato con tecnologia a 10nm, che a differenza dell’attuale 14nm porta notevoli vantaggi. Tra questi, la riduzione delle dimensioni fisiche dell’oggetto e dunque dei costi: in un solo wafer può rientrare un numero più alto di chip, così da ottimizzarne la produzione.

Poi, un minore consumo elettrico e un conseguente aumento della durata dei dispositivi che lo utilizzano, spostando in avanti la potenza e le prestazioni. Come è possibile? Se è vero che con la miniaturizzazione c’è un’area più piccola a disposizione della CPU, l’hardware correlato, come i transistor, possono godere di maggior spazio, tale da incrementarne l’uso e rendere il processore più efficiente nella sua totalità.

Cosa c’entra tutto questo con il Galaxy S8? Beh, lo smartphone atteso entro aprile del 2017 sarà il primo a montare la nuova CPU, guarda caso costruita proprio da Samsung. Uno degli effetti principali sta nel miglioramento della gestione e ricarica della batteria. Tra le (poche) funzioni annunciate da Qualcomm in merito allo Snapdragon 835 c’è infatti il supporto al Quick Charge 4.0, la famosa ricarica rapida (o fast charge) di cui i cellulari di punta sono dotati già da qualche anno.

La quarta generazione riduce sempre di più i tempi di attesa per riavere nelle mani un telefonino pronto all’uso. Tradotto vuol dire: 15 minuti per arrivare al 50%, poco più di mezz’ora per il 100%. Ma non solo, spesso ricarica rapida è sinonimo di scarsa longevità sul lungo periodo. I motivi non sono ben chiari ma alla base, fino a ieri, ve ne era anche uno burocratico. Per attivare il Quick Charge, la corrente deve passare dall’adattatore al cavetto microUSB, e da questo al cellulare, attraverso un segnale non-standard, dando vita a un utilizzo non ufficialmente riconosciuto dall’organizzazione USB Implementers Forum, che ha pubblicato le USB Power Delivery, una serie di specifiche di cui i produttori hi-tech devono tener conto nella costruzione dei loro terminali. La stessa Google, aveva scoraggiato l’integrazione del Quick Charge negli smartphone Android, tenendolo fuori dall’Android Compatibility Definition Document.

Il Quick Charge 4.0 cambia le carte in tavola, perché risponde pienamente alle indicazioni dell’USB Power Delivery, in merito sia alle porte microUSB che USB di Tipo-C. Per questo, tutte le aziende potranno in futuro inserire nelle confezioni di vendita caricabatteria con ricarica rapida 4.0, da usare con qualsiasi telefono compatibile.

Gli Snapdragon 835 sono già in una fase di produzione di massa e dovrebbero essere spediti alle prime compagnie tra la fine dell’anno e gli inizi del 2017. Il Galaxy S8, come detto, darà il via alle danze, beneficiando di una serie di migliorie che vanno dalla ricarica al ridotto consumo energetico (-40% rispetto all’attuale Snapdragon 821), da una soglia più bassa di riscaldamento alla possibilità di integrare un numero maggiore di sensori.

Sembra quasi d’obbligo aspettarsi uno smartphone con doppia fotocamera, sia per motivi concorrenziali (Huawei e Apple sono già avanti) che tecnici, con la consapevolezza di poter dedicare un 30% di spazio in più a una seconda ottica, da affiancare magari a tecnologie dedicate al rivelamento della profondità e al movimento, come sul Phab 2 Pro di Lenovo.


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